Giustizia Penale

Le ragioni della pena, le motivazioni del punire sono strettamente intrecciate al processo di modernizzazione e laicizzazione del diritto delle società occidentali (Garland). Sottratta al dominio privato delle parti, la pena pubblica ha assunto dapprima finalità deterrenti, di prevenzione speciale e generale, dirigendosi sui corpi, per poi giungere a punire le anime, con l’intento di provocarne l’emenda. Il carcere come luogo di attesa della condanna si trasforma nella prigione moderna (Foucault): da luogo di espiazione di pene legali (meglio se dolci: certe e pronte, secondo Beccaria), diviene spazio di segregazione, in cui incapacitare selettivamente segmenti di popolazione; ove neutralizzare il crimine, volgendolo in forza-lavoro (Rusche, Kirchheimer). La punizione legale odierna corre su un triplice binario, secondo le c.d. tre R: rispondere al male con un altro male, in modo proporzionato (Retribuzione); tendere alla rieducazione del condannato (art. 27, Costituzione italiana), attivando trattamenti di tipo riabilitativo (Rieducazione), per tramite dell’ ‘esecuzione penale esterna’; infine, immaginare e sperimentare pratiche di tipo riparativo-riconciliativo (Restorative Justice), cogliendo così le linee evolutive già indicate da tempo dalle agenzie internazionali ed entrate di recente nella normativa nazionale (pur in mancanza di assetti sistematici e, soprattutto, finora, senza una vera e propria legittimazione sociale).